La Direttiva NIS2, recepita in Italia con il Decreto Legislativo n. 138 del 4 settembre 2024, mira a garantire un elevato livello di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi nell’Unione Europea. Per le aziende italiane che operano anche all’estero, è fondamentale comprendere come questa direttiva si applica nei diversi contesti nazionali e quali sono gli obblighi da rispettare.
Applicazione della NIS2 negli Stati membri
La Direttiva NIS2 stabilisce un quadro normativo comune per la cybersecurity in tutta l’UE, ma la sua attuazione pratica può variare da uno Stato membro all’altro. Ogni paese è tenuto a recepire la direttiva nel proprio ordinamento giuridico, designando autorità competenti e stabilendo procedure specifiche per la conformità. Pertanto, un’azienda italiana che opera in più Stati membri deve essere consapevole delle specificità normative di ciascun paese in cui è presente.
Autorità competenti e procedure di registrazione
In Italia, l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) è l’autorità competente per l’attuazione della NIS2. Le aziende soggette alla direttiva devono registrarsi sul portale dell’ACN entro il 28 febbraio 2025.
Tuttavia, negli altri Stati membri, le autorità competenti e le procedure di registrazione possono differire. È quindi essenziale identificare le autorità locali responsabili della cybersecurity e seguire le procedure di registrazione e conformità specifiche di ciascun paese.
Ecco alcuni esempi di autorità competenti in materia di cybersecurity in diversi Stati membri:
- Francia: L’Agence Nationale de la Sécurité des Systèmes d’Information (ANSSI) è l’autorità nazionale responsabile della sicurezza dei sistemi informativi.
- Germania: Il Bundesamt für Sicherheit in der Informationstechnik (BSI) è l’ufficio federale per la sicurezza informatica.
- Spagna: L’Instituto Nacional de Ciberseguridad (INCIBE) è l’ente nazionale per la cybersecurity.
- Paesi Bassi: Il Nationaal Cyber Security Centrum (NCSC) è il centro nazionale per la sicurezza informatica.
Ogni autorità può avere requisiti specifici per la registrazione e la conformità alla NIS2. È quindi fondamentale che le aziende identifichino e si coordinino con le autorità competenti nei paesi in cui operano.
Obblighi di conformità
Sebbene la NIS2 stabilisca requisiti minimi comuni, come l’adozione di misure di gestione del rischio e la notifica degli incidenti, gli Stati membri possono introdurre obblighi aggiuntivi o specifici. Le aziende italiane che operano all’estero devono quindi:
- Analizzare le normative locali: Esaminare le leggi nazionali che recepiscono la NIS2 in ciascun paese di operatività per identificare eventuali requisiti specifici.
- Coordinarsi con le autorità locali: Stabilire un dialogo con le autorità competenti in materia di cybersecurity nei vari Stati membri per garantire una corretta interpretazione e applicazione delle norme.
- Uniformare le misure di sicurezza: Implementare politiche e procedure che soddisfino sia i requisiti comuni della NIS2 sia le specificità locali, assicurando un approccio coerente alla sicurezza informatica.
In sintesi, per le aziende italiane che operano in più Stati membri dell’UE, la conformità alla Direttiva NIS2 richiede un approccio integrato e consapevole delle diverse normative nazionali. È essenziale mantenere una comunicazione costante con le autorità competenti e aggiornarsi sulle evoluzioni legislative in materia di cybersecurity nei vari paesi. Questo approccio proattivo garantirà non solo la conformità legale, ma anche una maggiore resilienza contro le minacce informatiche.
Cosa fare se si opera al di fuori degli Stati membri UE
Le aziende italiane che operano anche al di fuori dell’UE devono considerare ulteriori complessità, poiché le normative in materia di sicurezza informatica variano significativamente da un paese all’altro. Ecco alcune linee guida per affrontare questo scenario:
- Rivedere le normative locali: Ogni paese extra-UE ha le proprie leggi e requisiti sulla sicurezza informatica. Ad esempio, negli Stati Uniti esistono regolamentazioni come il CCPA (California Consumer Privacy Act) o il NIST Cybersecurity Framework, mentre in Cina il Cybersecurity Law impone restrizioni molto rigorose sull’uso e la protezione dei dati.
- Interagire con le autorità locali: Stabilire contatti con gli enti regolatori locali è essenziale per comprendere i requisiti specifici di conformità e le eventuali obbligazioni aggiuntive.
- Implementare standard internazionali: Per un approccio unificato, le aziende possono adottare framework riconosciuti a livello globale, come ISO/IEC 27001, che è accettato in molti paesi e facilita la conformità alle normative locali.
- Monitorare le normative transfrontaliere: Per aziende che gestiscono operazioni su più continenti, è utile implementare un sistema di monitoraggio per aggiornarsi su eventuali cambiamenti normativi nei paesi in cui operano.
- Valutare le infrastrutture tecnologiche: In alcuni paesi, potrebbero esserci restrizioni sull’utilizzo di tecnologie straniere o requisiti specifici per il trattamento dei dati sensibili. Le aziende devono pianificare adeguatamente le loro infrastrutture IT per soddisfare queste esigenze.


